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venerdì 1 aprile 2016

Naming: chiamereste così la vostra panetteria?

In un post di un po' di tempo fa (lo potete leggere qui), vi avevo parlato dell'importanza del naming per un'attività produttiva.
Ecco come hanno come hanno chiamato una panetteria nelle Filippine (ma nomi simili sono presenti anche in altre parti del mondo).

Bread Pitt, Filippine
(Grazie a Marco P. per la segnalazione!)

A proposito di panetterie, mi sono imbattuta in "Vado e forno" (Reggio Emilia). Che ne pensate?
Qualcuno vuole cimentarsi nel trovare un ipotetico payoff per Bread Pitt? Attendo i vostri commenti!



mercoledì 2 marzo 2016

Torturatelo - sui limiti della comunicazione



Avete presente lo spot della Wind, quello in cui il comico Panariello interpreta un agente segreto? Nei giorni scorsi la compagnia telefonica si è vista costretta a ritirare una pubblicità della serie. Nello spot in questione Panariello veniva costretto a parlare dopo essere stato legato ad una sedia. All'improvviso una voce fuori campo ordinava: "Torturatelo!".

Cattivo gusto o mancanza di limiti nella comunicazione?


Dopo le proteste di alcune associazioni che si occupano del tema della tortura, come Amnesty International, Articolo 21 e Antigone, la compagnia telefonica ha deciso di ritirare lo spot da tutti i mezzi sui quali era stato programmato o diffuso, Facebook e Youtube inclusi.
Quello che mi ha colpito di questa vicenda non è solo il pessimo gusto della messa in onda di uno spot che non considera la tortura nella sua gravità, soprattutto a poca distanza dalla morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato a morte in Egitto.
Anche se già la concomitanza con fatti di cronaca così tragici avrebbe potuto essere sufficiente per sospendere o per lo meno mettere in discussione lo spot, ciò che mi colpisce davvero è la scelta della tematica e la leggerezza con la quale si è deciso di utilizzarla per uno spot pubblicitario.

Non so se si tratti davvero di semplice leggerezza da parte di chi ha ideato lo spot; piuttosto temo invece che molto spesso la logica che sta dietro a scelte di comunicazione non consideri affatto la delicatezza di certi temi o di quanto alcuni argomenti possano colpire le sensibilità individuali.

La difficile scelta del limite


Il caso dello spot Wind ha suscitato clamore ed è stato ripreso da molte fonti di informazione. Per puro caso nello stesso giorno in cui montava la polemica, mi sono imbattuta in alcune proposte di naming per un progetto di formazione su una patologia molto grave. Cosa ho scoperto? Di nuovo, troppa leggerezza. Naming e payoff ironici per un progetto sulle patologie tumorali e sui trapianti. Purtroppo non posso riportare gli esempi a cui faccio riferimento; ciò che mi sono chiesta è però fino a che punto la creatività possa spingersi, senza urtare le diverse sensibilità. A mio parere dipende dal tema che si tratta, ma ognuno di noi dovrebbe avere una visione anche etica della comunicazione, che purtroppo molto spesso manca. Certo non è sempre facile non urtare le sensibilità individuali, soprattutto per tematiche controverse...ma la tortura in uno spot no! Fail Wind, fail.

E voi cosa ne pensate?


 


martedì 23 febbraio 2016

Naming: quando un nome può dirsi un bel nome?

Naming: il mio nome è...difficile da scegliere!


Quante volte hai sentito dire che il nome è il primo biglietto da visita di una persona (insieme al sorriso)? Moltissime immagino. Lo stesso vale per un negozio, un servizio, un prodotto, un'azienda...insomma, è vero proprio per tutto.

Naming: semplice da ricordare ma difficile da scegliere


Quanto sia difficile scegliere un nome lo sa bene chi sta per diventare genitore. Quanto tempo passa prima di scegliere il nome davvero giusto? Passando al naming di un brand o di un prodotto invece, quello che tutti i clienti chiedono quando si tratta di scegliere un nuovo nome è che sia facile da ricordare, breve, semplice ma unico e d'effetto. Magari come Amazon o Google. Ai cliente verrebbe da rispondere: mettetevi il cuore in pace, questi due sono già stati scelti.
Poi inizia il difficile (ma divertente per me) processo di ricerca, verifica e confronto. Ok, ma non è esattamente di questo che vorrei parlarti in questo post.
Sarà deformazione professionale, ma ogni volta che incontro un nome divertente non posso fare a meno di sorridere e di complimentarmi mentalmente con chi l'ha ideato. Lo stesso faccio con quelli che proprio non si possono leggere o sentire!

Ora tocca a te: quali sono i nomi più belli (e più brutti) che hai incontrato?


Adesso però tocca a te; se ti va inviami via mail, messaggio o messaggio in bottiglia (no, la modalità piccione viaggiatore non è valida, copy in officina è un blog animal-free!), i nomi di negozi, marchi, aziende ecc. più azzeccati, più brutti, più divertenti che hai incontrato o creato. Li pubblicherò e li commenteremo insieme.
Inizio io: un nome che mi ha davvero fatto sorridere è “Mutanderos”, negozio di intimo a Pavullo (MO). Facilissimo capire cosa vende, non trovi?
Ne avrei in mente almeno un altro paio ma adesso tocca a te!

Naming: insegna di un negozio di intimo di Pavullo (MO) 








mercoledì 17 febbraio 2016

Benvenuti su copyinofficina: il blog

Benvenuti su copyinofficina: il blog

Benvenuti su copyinofficina: il blog. Un blog che vuole essere lo spazio per il mio, e per il vostro, punto di vista sulla comunicazione, nei suoi più diversi aspetti. Parlerò di dati di ascolto, di copywriting, di content writing, di naming, dando spazio anche a social network e pubblicità...e a tutto quello che mi colpirà in quel determinato momento!

Il blog è aperto a commenti, consigli sugli argomenti di vostro interesse, domande e a qualsiasi cosa vogliate dirmi (commentate sotto i post o usate il modulo di contatto se volete una risposta diretta). 
Verrà aggiornato senza una periodicità fissa, quindi restate sintonizzati per non perdervi nulla!

Pronti alla partenza? A breve per il primo post.

ps: se vi piacciono i miei post, diffondeteli!